Visto che il mio francese si sta perdendo, l'ho letto in lingua originale, con traduzione a lato che ho sbirciato quando non capivo certi termini, e sono rimasta affascinata. Non è certo il mio lavoro e dunque non mi permetto di dare giudizi perentori, ma non ho condiviso affatto la scelta di abbandonare la rima e prendersi molte libertà che fanno perdere la grazia dell'originale. Andrea Porcheddu, Gli Stati Generali, FONDAZIONE TEATRO PIEMONTE EUROPA “Alceste non può vivere nel mondo e fugge nel deserto; Molière deve sopravvivere e si costituisce prigioniero, si dichiara sconfitto.”. ALCESTE Davvero, Alceste, la gente riderebbe di voi, se vi sentisse parlare a questo modo. Accanto a lui, nella parte di un’inedita Célimène, Anna Della Rosa, una fra le attrici più talentuose della sua generazione, ammirata anche al cinema nel film premio Oscar La grande bellezza di Paolo Sorrentino, insieme a un cast di altissimo livello: Sara Bertelà, Edoardo Ribatto, Paolo Giangrasso, Roberta Lanave, tra gli altri. Il testo è godibile, la traduzione di Lunari (in prosa) rende il libro di facile lettura. Per questo Alceste si infuria con lui, ma tutto sommato i due sono amici, per quanto Alceste lo accusi per tutto il primo atto delle peggiori abiezioni. Ma, Visto che il mio francese si sta perdendo, l'ho letto in lingua originale, con traduzione a lato che ho sbirciato quando non capivo certi termini, e sono rimasta affascinata. 11-12 febbraio Teatro Sala Garibaldi – Carrara Filinte è da ammirare per la sua lucidità oppure da disprezzare per una certa codardia? AL CONTRABBASSO FURIO DI CASTRI, PRODUZIONE TPE – TEATRO PIEMONTE EUROPA ALCESTE – Il protagonista e “misantropo” del titolo. Anche sotto questo profilo si apre il varco a considerazioni varie che però non è il caso si sviscerare qui. Leggi tutto l'articolo, CREMA - L'incanto della natura ... FABRIZIO SINISI E VALTER MALOSTI, ALCESTE … VALTER MALOSTI FILINTE Forse per questo Alceste mi piace tanto: don Chisciotte francese, spirito libero, capace di grande amore e di scelte difficili pur senza essere un uomo perfetto. 17 febbraio Teatro Solvay – Rosignano Leggi tutto l'articolo, CREMA - Relazione del professor Villata ... 22 gennaio Teatro Magnani – Fidenza Leggi tutto l'articolo, CREMA - Debutto in passerella per una cremasca ... Chi ha visto il film di Arianne Mnouchkine o ha letto la biografia scritta da Bulgakov, sa di cosa parlo. Crema News di Ruggeri Pier Giorgio & C. SNC. Forse mi è piaciuto un po' meno rispetto ad altre opere di Moliere anche se il lieto fine che chiude la rappresentazione, un poco amaro, è molto realistico. FILINTO … PAOLO GIANGRASSO Mi è piaciuto tantissimo, cosa che non si può dire della traduzione. I nomi saranno pronunciati all’italiana. ARSINOÉ … SARA BERTELÀ sede legale: Via Rosolino Pilo 6, 10143 Torino Davvero, Alceste, la gente riderebbe di voi, se vi sentisse parlare a questo modo. Il Misantropo di Valter Malosti è esteticamente scorretto, non concede spazio all’abbellimento, non fa nulla per evitare la sgradevolezza, anzi accentua i toni acidi evidenti fin dal suo impianto visivo, che suggerisce un mondo sospeso tra moda e rock, tra salotti e discoteche… Questa messinscena, che trasuda un’intelligenza fredda, scostante, va oltre la pura riscrittura: è un’operazione di decodificazione e ricodificazione complessa… Il nucleo portante della regia di Malosti è nel rapporto nevrotico di Alceste con Célimène, e più in generale con le donne… in una luce modernissima… In questo nodo sessuale, così molieriano e al tempo stesso così estraneo alle tradizioni interpretative del testo, sta a mio avviso l’aspetto più vivo dell’approccio di Malosti, quello che risponde a una necessità più profonda. Ma questo capolavoro è allo stesso tempo anche il dramma di un essere inadeguato alla realtà, l’allucinata tragedia di un uomo ridicolo, che si scontra con un femminile complesso e modernissimo, rappresentato come un prisma dalle tre figure di donna presenti nel testo, una sorta di misteriosa trinità. E purtroppo non c'è aggettivo più adeguato di ridicolo. Nel costruire insieme al regista la lingua di questo nuovo Misantropo, il giovane autore Fabrizio Sinisi si confronta con alcuni grandi autori del Novecento, soprattutto Thomas Bernhard. Curioso. SCENE GREGORIO ZURLA Nel 1666 Molière debutta con il suo Misantropo: una commedia amara e filosofica, anomala e profetica, secondo molti il suo capolavoro – «un classico del Novecento», scrive Cesare Garboli, «scritto tre secoli fa». In questo mondo di falsi amici tutto è pubblica schermaglia, carezze avvelenate e coltellate nascoste sotto i sorrisi: ogni complimento ha un secondo fine e serve a ottenere qualcosa, che sia un favore da nulla, un posto di lavoro o un trattamento speciale al prossimo concorso. Alceste odia la finzione, i sotterfugi, le maschere, i pettegolezzi, gli intrallazzi di potere, ed è accecato da questo suo odio. Tutti ridono di lui, anche noi, perché la sua onestà non ha senso e porta con sé un peso totalmente inutile e ingiustificato, data la legalizzata falsità del tutto. LUGANOINSCENA Al teatro S. Domenico domani sera c'è la compagnia Factory che porta in scena Misantropo di Molière. 09585670012 Come mai, voi che odiate mortalmente queste usanze, le tollerate nella bella Selimene? 18-20 febbraio Teatro Due – Parma Di mandare all'inferno tutto il genere umano. Il misantropo (Le Misanthrope), è una commedia in cinque atti in versi di Molière, scritta e rappresentata la prima volta il 4 giugno 1666 al Théâtre du Palais-Royal di Parigi. Il misantropo, anche nota col titolo originale di Dyskolos (in greco antico: Δύσκολος, Dýskolos) o come Il burbero o Il bisbetico o Il Selvatico, è una commedia di Menandro, l'unica che ci sia pervenuta pressoché completa (a parte piccole lacune) di tutta la cosiddetta Commedia Nuova dell'antica Grecia. Leggi tutto l'articolo, CREMA - Venerdì in cattedrale ... Molière, come scrive acutamente Fausta Garavini, “abbandona la propria intima spoglia al suo personaggio”, forse il più autobiografico, se appunto si pensa anche al rapporto di servitù o servilismo nei confronti di Luigi XIV. Esattamente come Molière, drammaturgo commediografo e attore, casinaro, pasticcione, innamorato geloso, ipocondriaco, malinconico e nevrastenico, ma come nessun altro capace di dipingere la ferocia del suo e del nostro tempo. Probabilmente ero in una fase della mia esistenza poco incline a sfumature. Malosti forza la commedia più bella e più ambigua di Molière… curando anche la versione italiana e l’interessante adattamento insieme a Fabrizio Sinisi… Tutto il gioco scenico ruota intomo a Malosti-Alceste, giacchetta dai colori accesi, cipiglio nevrotico, innamorato dell’algida e vera Célimène, la brava Anna Della Rosa con la quale ha scontri aspri che hanno per tema l’impossibile verità del rapporto uomo-donna. ". Forse, in una così bella persona, non sono più dei difetti? 14-15 gennaio Teatro Ariosto – Reggio Emilia Per quanto sia sbagliato ricercare a tutti i costi in un’opera il riflesso del dato biografico di un artista, è innegabile che ne “Il misantropo” tali vicissitudini confluirono, a livelli diversi e con le opportune sublimazioni. Mi è piaciuto tantissimo, cosa che non si può dire della traduzione.
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